In mostra la storia dell'Arma dei Carabinieri


Ogni luogo del territorio italiano ha visto e vede tuttora la presenza viva dell’Arma dei Carabinieri, la cui opera si è fatta conoscere, apprezzare, stimare ovunque in Italia e all'estero. Nel corso dei quasi 200 anni della loro storia i Carabinieri hanno segnato il corso degli eventi al fianco dei cittadini, assistendoli, difendendoli, divenendo in questo modo parte integrante della nostra quotidianità.
Per celebrare l'operato dell'Arma e ricordare i momenti più significativi dalla sua istituzione ad oggi, l'Associazione Veicoli Storici Militari Emilia Romagna con patrocinii istituzionali di rilievo, ha progettato la mostra Nei secoli fedele allestita negli spazi della Sala Miceti di Imola (Bo) dall'1 novembre 2008 all'11 gennaio 2009.
Orario: dal giovedì alla domenica 10-12.30 e 15.30-18.30


Gli organizzatori della mostra Nei secoli fedele comunicano che al pubblico che parteciperà alla conferenza di sabato 10 gennaio, ore 17, dedicata a "I Carabinieri nell'ambito delle missioni di Pace" verrà fatto omaggio del pregevole catalogo della mostra e del calendario ad essa dedicato.
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lunedì 24 novembre 2008

Carabinieri nelle favole

Se negli ultimi decenni i Carabinieri sono stati protagonisti di film e fiction, non è difficile immaginare che anche la letteratura si sia occupata di loro, compresa quella per ragazzi. Celeberrimi sono i Carabinieri che arrestano Pinocchio a causa di un trabocchetto tesogli dai bambini cattivi. Proprio su questo episodio sarà imperniato il momento di gioco e narrazione animato dalla Libreria Giù Giù che avrà luogo domenica 30 novembre alle ore 14 alla Sala G. Miceti (Imola – P.le Ragazzi del '99) . Come una specie di magico contenitore, l'episodio della fiaba del Collodi schiuderà una narrazione inedita da cui prenderanno il via, di volta in volta, canzoni, scenette, giochi per un pomeriggio divertente rivolto a tutti i bambini.

(Nella foto un'immagine del Pinocchio della Mondadori illustrato da Nicoletta Ceccoli)

mercoledì 19 novembre 2008

I duecento anni delle uniformi dei Carabinieri


Le uniformi dei Carabinieri, nel corso dei loro quasi 200 anni di storia, sono state un simbolo e una caratteristica importante di quest’Arma.
Alla loro storia e agli aspetti culturali che vi sono legati è dedicata la prossima conferenza, tenuta dal Ten. Col. Giancarlo Barbonetti, in programma nell’ambito della mostra Nei secoli fedele che si svolgerà Sabato 22 novembre 2008 – alla Sala G. Miceti (Imola – P.le Ragazzi del ’99) dalle ore 17.00 a cui parteciperanno anche dei figuranti che indosseranno divise storiche.
«I Carabinieri - spiega il Ten. Col. Giancarlo Baronetti - nacquero nel 1814 ed ebbero, come la Gendarmeria francese, uno status militare ed una duplice funzione, militare con il compito di difendere il Paese in guerra e civile quale forza di polizia a tutela della Legge. Il nuovo Corpo venne collocato per rango al primo posto dell’Armata e ciò, evidentemente, comportò l’adozione di fregi ed equipaggiamenti che qualificassero in modo inequivocabile la loro appartenenza, non solamente per valenza onorevole, ma anche operativa agli occhi degli onesti che ne richiedevano l’intervento, quanto dei malviventi che ne dovevano temere la presenza.»
«Affrontare l’argomento vasto ed articolato delle uniformi dell’Arma dei Carabinieri - continua Baronetti - è un esercizio complesso che va ben oltre la passione per lo studio, l’apprezzamento e la valutazione degli abiti e dei loro complementi. Le uniformi dei Carabinieri, sempre coerenti con il costume e la cultura delle diverse epoche, sono superbe, eleganti, raffinate, ma non sono solo questo: sono anche la Storia dell’Istituzione, del suo evolversi e del suo crescere al servizio dei cittadini.Nei quasi duecento anni di vita dell’Arma, l’uniforme indossata dai Carabinieri è stata uno dei simboli più rappresentativi dello Stato, sin nei luoghi più isolati.Le uniformi dell’Arma, dal 1814 ad oggi, sono state tante: possiamo contarne anche trecento considerando le variazioni parziali e le esigenze speciali. Sono mutate nella foggia, dall’abito di ispirazione “francese” delle origini alla tenuta del “Carabiniere di quartiere”. Sono cambiate nel colore, dal turchino scuro e celeste degli esordi al nero attuale, passando per una gamma di uniformi per la marcia, per il combattimento e per il servizio d’istituto. Sono variati tanti particolari, tante forme e tanti stili, ma c’è un filo conduttore che lega i due secoli di servizio e che si concretizza in quegli emblemi sempre presenti ed invariati, che sono propri della storia del Carabiniere: gli alamari d’argento rimasti brillanti nel tempo, la bandoliera con la sua giberna, nata per un’esigenza di carattere operativo ed oggi elemento inconfondibile di identificazione, e il cappello a due punte, la cosiddetta “lucerna”.L’uniforme è cambiata e cambierà ancora in funzione delle nuove necessità e dei nuovi costumi, ma i simboli che hanno segnato visivamente il tempo rappresentano sempre la continuità storica dell’Istituzione.Uniformi, perciò, non solo colori, stile e galloni, ma anche storia, cultura e memoria delle vicende di un’Istituzione che, già presente nel Regno di Sardegna, è stata protagonista dell’Unità d’Italia e si è proiettata fino ai giorni nostri, sempre intimamente legata alle sue tradizioni, ai suoi saldi valori morali ed ai suoi simboli immutabili. »

Si informa inoltre che venerdì 21 novembre alle ore 17 in occasione dello svelamento della Virgo Fidelis, bassorilievo in bronzo realizzato dall'artista Luigi Enzo Mattei, saranno presenti S.E. il Vescovo di Imola Tommaso Ghirelli, una rappresentanza della Giunta Comunale e un Generale del Comando Regionale dell’Arma dei Carabinieri.

lunedì 17 novembre 2008

Il 21 novembre svelata la Virgo Fidelis di Luigi E. Mattei

Dopo i due prezioni bozzetti su tela realizzati da Giovanni Fattori, la mostra dedicata alla storia dell'Arma dei Carabinieri Nei secoli fedele, allestita negli spazi della Sala Miceti di Imola (Bo) fino all'11 gennaio 2009, dedica attenzione ad un'altra opera d'arte.Si tratta della Virgo Fidelis, bassorilievo in bronzo realizzato dall'artista Luigi Enzo Mattei in occasione dell'evento e che il 21 novembre alle ore 17 verrà svelato alla presenza di S.E. il Vescovo di Imola Tommaso Ghirelli.
L'interpretazione della Patrona dell'Arma che ne ha voluto dare Luigi E. Mattei privilegia, nell'ambito compositivo, la pregnanza della figura, esaltata quindi dalla maggiore dimensione fisica, a grandezza 4/5 del naturale.I dettagli fisionomici e di postura, rispettosi della tradizione che raffigura il volto di tre quarti e ambedue le mani, derivano dalle recenti esperienze dell'autore, in particolare dalla figura sindonica e dalla "Salus Populi Romani" della Porta Santa Liberiana, ove la Madonna è madre di Dio e Madre della Chiesa, nella Sua Fedeltà totale.Nel solco della lettura sindonica, l'autore ha voluto rappresentare le quattro dita visibili per ogni mano, così come per l'Uomo del Telo, recuperando anche i rapporti proporzionali del Sacro Volto.
Luigi Enzo Mattei, disegnatore e scultore, autore della Porta Santa della Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, è nato a Bologna nel 1945; dopo gli studi artistici è divenuto docente all'Istituto Statale d'Arte ed al Liceo Artistico e poi presso le Accademie di Belle Arti. Nel 1979 è stato nominato Accademico Effettivo nell'Accademia delle Arti della Incisione a Roma. Le sue opere sono esposte in più di ottanta musei e gallerie pubbliche di tutto il mondo; troviamo suoi lavori a Bologna nelle maggiori collezioni pubbliche nonché nella Basilica di Santo Stefano, nella Metropolitana di San Pietro e nella Basilica di San Petronio con il modello della Porta Magna ed i gruppi scultorei della Sacra Natività e della Parete Dal Monte. Nel Loggione Monumentale di San Giovanni in Monte è esposto Il Crocifisso della Sindone, una delle opere sindoniche che hanno celebrato, nel 2006 il 5° Centenario dell'Ufficio Proprio della Sacra Sindone.
Il culto alla "Virgo Fidelis" nell'Arma dei Carbinieri iniziò subito dopo l'ultimo conflitto mondiale grazie all'iniziativa di S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d'Italia, e di P. Apolloni S.J., Cappellano Militare Capo. La scelta della Madonna "Virgo Fidelis" era ispirata alla fedeltà nel servire la Patria caratteristica dell'Arma dei Carabinieri che ha per motto: "Nei secoli fedele".Il Comandante Generale dell'Arma partecipe all'idea bandì un concorso artistico per un'opera che raffigurasse la Vergine, che venne vinto dallo scultore architetto Giuliano Leonardi. Egli raffigurò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada leggeva in un libro le parole dell'Apocalisse: "Sii fedele sino alla morte" (Apoc.2,10).L'8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII proclamò ufficialmente Maria "Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri", fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber.